Posizione seduta

 

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IL SEDILE E LA POSIZIONE SEDUTA 

 

I sedili di ufficio, a scuola o a casa, devono avere una forma razionale altrimenti il benessere e le capacità intelletuali possono rissentirsene.

Le variazioni dell'equilibrio sono facilmente scopribili. In piedi, il centro di gravità del corpo si trova in su dell'ombilico, o in su del sacro sullo squelettra. E' diverso in posizione seduta. Le superficie di sostegno sono più importanti. Vanno dai piedi che riposano per terra, ai glutei. Il sostegno principale è procurato dalle gambe secondo la posizione adottata. Lo schenale mantiene la schiena. A partire del centro di gravità del tronco e secondo la posizione della parte  delle gambe che sporge, si possono definiretre principali posizioni sedute. 

 

La posizione seduta verso l'avanti

 

Il centro di gravità del busto si trova al di sopra della parte delle gambe che sporge. La schiena è arrontondita o, se la posizione è più diritta, inclinata verso l'avanti.

Quando le coscie riposano praticamente all'orizzontale, l'angolo formato con le anche o angolo di seduta, fa meno di 90°. In questa posizione, la pressione addominale interna è più importante e influisce in modo nefasta sulla circolazione venosa.

I muscoli in posizione statica, sono molto tesi. Se dopo un breve istante, il corpo non si raddrizza,il busto si appoggia sulle braccia che riposano sul tavolo. L'equilibrio è cosi ristabilito e i muscoli possono rilassarsi. I muscoli scapolari e nucali hanno, al momento della posizione seduta in avanti, un'aumento del lavoro di sostegno da fornire, che la testa sia dritta o inclinata indietro.

 

La posizione intermediaria

Il centro di gravità si trova al livello della parte delle gambe che sporge. La colonna puo' essere curva, cio' che necessita una tensione muscolare importante. In genere, questa posizione è equilibrata se rimane statica. La curva della colonna tra le vertebre lombari e cervicali è ridotta, i muscoli sono molto rilassati. La posizione essendo verticale, il respiro è più profondo (posizione di rilassamento in Asia). E' la posizione tipo delle dattillografe dell'inizio del secolo. Ogni lavoro necessita  una certa mobilità, cio' che distrugge l'equilibrio precario di questa posizione. Per ristabilirlo, bisogna che i muscoli lavorino la posizione intermediaria riveste poco valore in quanto posizione di lavoro.

 

 La posizione seduta indietro

 

Il bacino è rovesciato indietro, senza possibilità di punto di appoggio. La parte superiore del sacro determina le diverse curve della colonna vertebrale. Più la curva delle vertebre dorsali è accentuata, più la lordosi puo' sembrare accentuata.

 L'angolo formato dalle anche e il bacino è più importante, cioè superiore a 90°. La decontrazione della regione  addominale è cosi possibile. E' anche la posizione adottata dopo un pasto abbondante. In questa posizione, la colonna vertebrale puo' ugualmente essere in estensione. Bisogna che il busto sia  sostenuto da uno schenale. La schiena inclinata indietro essendo sostenuta, i muscoli possono rilassarsi del tutto. Grazie all'appoggiacapo, i muscoli della nuca possono ugualmente distendersi. Si considera che si tratta di una posizione rilassante.

Al lavoro,  le posizioni sedute verso l'avanti o indietro sono quelle più frequenti. In posizione seduta in avanti, il corpo si appoggia incoscientemente sulle braccia, e in posizione seduta indietro, il corpo, se è mantenuto da uno schenale, è sostenuto dalle vertebre, i dischi, i legamenti e le articolazioni. I muscoli, i legamenti e i tendini servono di elementi di trazione durante questo lavoro di sostegno e sono sottoposti ad una distensione. Questa è limitata, riduce le possiibilità di posizioni sedute particolari. Senza possibilità di appoggio, il busto non puo' sopportare a lungo la posizione seduta verso l'avanti o indietro, e i dolori soppravengono. A lungo termine, lesioni possono apparire.

Questa distensione dei muscoli aumenta la loro attività interna e un'importante stanchezza interviene infretta. Gli elettromiogrammi lo dimostrano. Il sovvracarico provoca lesioni muscolari e insersioni terminali dei muscoli. Questi non devono fare dimenticare la stanchezza del sistema nervoso centrale. Ci si puo' rimediare modificando la contrazione dei muscoli. Le cellule possono allora trovare il riposo necessario e il metabolismo è favorito. Se i muscoli e i legamenti ricuperano infretta grazie ad un cambiamento di postura, non è la stessa cosa per i dischi. Le stazioni sedute che esigono sforzi localizzati importanti sono nefasti se si prolungano o si ripetono frequentemente. I primi sintomi sono spesso difficili  da notare perchè si confondono con i dolori muscolari. In assenza di prevenzione, le lesioni possono diventare irreparabili dopo un certo tempo.

 

Esiste una posizione seduta ideale ?

 

Una posizione seduta ideale non esiste. Si puo' affermare che alcune posizioni sono più favorevoli che altre se adottate durante un tempo. In raggione dell'interazione che esiste tra  la forma dei sedili e quella del corpo umano, buone posizioni sono possibili. I medici sono unanimi nel dire che la posizione seduta in confronto a quelle sdraiata o retta, è quella  meno conforme alla fisiologia. Se l'uomo si siede, l'angolo formato dal busto e le coscie passa dai 180° ai 90°. Il bacino non rimane al suo posto come nella posizione in piedi. Le coscie essendo leggermente rilevate  e il sostegno assicurato in modo fisso  dalla parte sporgente delle gambe, il bacino tende a ribaltare indietro, e anche le vertebre lombari. La curva in lordosi diminuisce o si trasforma in cifosi e tutta la colonna vertebrale subisce influssi pregiudicabili.

tuttavia, per favorire una buona posizione seduta, bisogna che il bacino sia sostenuto riferendosi alle posizioni sdraiate o in piedi. In posizione di appoggio corrente, si crea una lordosi normale delle vertebrel dorsali e cervicali, alla forma della colonna vertebrale in piedi. Mantenere il bacino suppone di impedirle di scivolare indietro. Si ottiene cosi un'angolo di inclinazione del sacro di 30°, la cifosi lombare. Il sostegno del bacino puo' effetuarsi alla sua parte superiore con l'aiuto di uno schenale di forma curva. Il sostegno classico si fa al livello delle terze e quarte vertebre lombari. Questa curvatura detta di  AKERBLOM o sostegno in lordosi, dovrebbe poter adattarsi alla statura dell'operatore. Questo è possibile se la superficie sostenante la schiena è ridotta e se i punti di appoggio nella regione lombare sono più numerosi. Il sostegno ottenuto dovrebbe quindi essere più preciso. 

Per conformarsi a queste esigenze, le sedie delle dattilografe hanno schenali di piccola dimensione  di cui l'altezza è regolabile. Dei studi più recenti hanno mostrato che un sostegno più basso pone dei problemi.

 

 I schenali posti in altezza in confronto alla regione lombare riducono le superficie di appoggio  in caso di addossamento e sostengono fino al livello delle vertebre dorsali. Questo puo' essere un vantaggio se si ricerca una posizione di rilassamento nel corso di discussioni prolungate. Alcuni lavori necessitano una mobilità delle parti superiori delle braccia e  un sostegno al livello delle scapole darebbe molto fastidio. Uno schenale troppo alto limita l'autonomia dei movimenti della colona vertebrale e impedisce talvolta la lordosi della parte superiore  che procura un rilassamento. Si nota ugualmente che il ribaltimento indietro puo' prodursi se il bacino scivola in avanti.

Ogni volta che il corpo cerca  un'appoggio, due pressioni contrarie si esercitano. Questo tende a respingere il bacino verso l'avanti. Un'inclinazione della seduta  di 3 a 5° non basta a procurare un mantenimento soddisfacente delle parti delle gambe  sporgente. La parte delle gambe fuori sedile riposa sulla superficie di seduta parzialmente inclinata. Si ottiene il mantenimento del bacino voluto, se la posizione adottata è giusta. 

 

L'angolo di seduta

Quando lo schenale  è regolabile o inclinabile, la posizione del busto e l'angolo di base possono variare. I muscoli, i dischi, i menischi e l'addome saranno alleviati ed il respiro migliorato.

Inoltre, ogni cambiamento di posizione del busto modifica la posizione della testa. I muscoli della nuca devono dunque fornire  uno sforzo di sostegno importante e prolungato. Esempio : l'autista di una macchina deve conservare la testa nella stessa posizione per ore.

La posizione di lavoro non è la stessa che in macchina, ma la scrittura o la lettura esigono pure loro dei sforzi prolungati dei muscoli della nuca. Si è notato che le contratture della nuca colpiscono tanto le persone che guidano molto, quanto quelle che rimangono sedute alla scrivania.

L'appoggiacapo, utilizzato durante le discussioni o durante gli istanti di rilassamento o di riflessione, permette il sollievo  dei muscoli della nuca. Questi istanti di "rilassamento" hanno degli effetti benefici per la rigenerazione e il metabolismo. Un'appoggiacapo non ha soltanto un'utilità simbolica. Durante il lavoro, il 20% del peso del corpo riposa sui piedi, e l'80% sulla superficie del sedile. Quest'80% corrisponde più o meno al peso del busto di cui i 4/5 sono ripartiti sul sedile con l'intermediario delle gambe fuori sedile.

Il rivestimento e la forma del sedile possono fare la differenza. Questa percentuale puo' avvicinare il 100% se la superficie  del sedile è piatta e corta.

Sulla superficie di seduta, le pressioni sono quindi ripartite in modi diversi. La parte delle gambe che riposa sul sedile possiede un tessuto pelliciaio abbastanza sottile, poco sensibile alle pressioni. La sensibilità aumenta infretta  con la distanza  rispetto all'ischione e allo scarto delle gambe. Dei studi realizzati in Giappone, mostrano che la pressione esercitata al livello delle coscie non dovrebbe sorpassare  50 g/cm² per durare a lungo. 

 

La ripartizione anatomica delle pressioni.

 

Esiste un'idea secondo la quale la rigidità dei bordi del sedile puo' comprimere le vene e provocare disturbi circolatori. Quest'idea è oramai superata. Una serie di studii ha dimostrato che le pressioni elevate irritano i nervi che si trovano  profondemente sotto la pelle. I malesseri allora rissentiti si rassomigliano ad un'intorpidimento.

Per ottenere una ripartizione anatomica delle pressioni, la forma, la tenuta, e l'elasticità della superficie di seduta hanno una maggiore importanza. I sedili che hanno un bordo arrotondato permettono una transizione gradevole a livello delle coscie e una certa variazione dell'angolo di inclinazione.

Si è stato ugualmente notato che quando il corpo è iinclinato indietro, due pressioni contrarie si esercitano, il bacino tendendo ad essere respinto in avanti. In tanti casi, l'inclinazione o la forma del sedile, prevengono solo imperfettamente questa tendenza, in tal modo che un strofinamento si opera tra il corpo e il sedile.

Questo strofinamento provoca un'irritazione della pelle e di stratti cornei superiori che, superata una certa soglia, puo'  provocare dei sintomi che si traducono con una troppo importante compressione delle parti sedute del corpo.

 

LE QUALITA' DI UN SEDILE

 

Il buon gusto non è l'unico criterio di scelta di sedile di ufficio.

L'ergonomia concretizza e impone due principi essenziali : 

- la realizzazione di sedile di ufficio secondo le esigenze della medicina del lavoro ;

- la costruzione e la qualità dei materiali scelti che assicurano un lungo tempo di uso senza problemi.

Il tema della posizione seduta prolungata ci riguarda tutti. Ognuno di noi trascorre  in ufficio, in conferenza, in formazione oppure durante il tempo libero, lungue ore in posizione seduta. Ci accorgiamo dell'importanza del tempo passato in tale posizione quando si considera il tempo effettivo passato al lavoro nel corso della vita :

91 200 ore (15% della nostra vita) di cui tempo seduto al lavoro : 60000 a 80000 ore ; predisposizione al lavoro isolato e senza interruzione, tecnicità del posto di lavoro e nocività della postura seduta.

Nonostante, la riduzione del tempo di lavoro, si nota una tendenza verso l'accrescimento del tempo di posizione seduta all'ufficcio, senza pause che permettono il movimento.  Il fattore determinante di questa tendenza è l'estensione di nuove tecnologie di ufficio e comunicazione. Permettono all'individuo di ottenere molte informazioni senza necessità di comunicare personalmente con altri operatori. Si assiste all'inizio di un'evoluzione verso il posto di lavoro integrato.

Le malattie dell'apparecchio locomotore, generate dalla posizione seduta prolungata, costituiscono il motivo principale delle interruzioni di lavoro. Secondo la Federazione delle Casse Malattia, nel 1984, queste interruzioni intervengono nel 10,34% per dolori di schiena e nel 2,55% per malattie della colonna vertebrale.

La seduta statica, spesso caratterizzata da un dorso tondo, conduce ad un sovvracarico dei dischi vertebrali e dei muscoli. E' quindi una posizione povera in movimenti e ricca in posizioni irrigidite. Costituisce un fattore di carico tutto cosi importante per l'apparecchio motore, che il sollevare pesi importanti, e l'effetto di vibrazione.

La tendenza attuale è la diminuzione dei posti produttivi e all'aumento dei posti seduti amministrativi. Se si prende la parte relativa ponderata delle malattie dello schelettro nei giorni di assenza nei vari settori dell'attività, abbiamo secondo le statistiche del  Pr. HETTINGER, 21,4 giorni di assenza nel settore amministrativo,  20,5 giorni nel settore dei trasporti somesso alla vibrazioni e 22 giorni nel settore dell'edilizia, settore di carichi pesanti, contro 17 giorni per il tessile e l'abbigliamento e 15 nel commercio.

Inoltre, si costata che le proprietà dei sedili di lavoro sono poco utilizzate. Chi conosce il modo migliore di sedersi ? 

Chi conosce le conseguenze di una pessima seduta ? 

 

Come l'ho abbiamo visto, la buona seduta consiste nell'avere :

- un schenale aggiustato in modo di sostenere in ogni posizione il dorso e la colonna vertebrale ;

- un schenale a contatto permanente che non dev'essere utilizzato in posizione bloccata, almeno non a lungo ; 

- una superficie di seduta di forma anatomica completamente utilizzata affinchè lo schenale possa assicurare la sua funzione di sostegno ;

- un'altezza di seduta che deve permettere alla gambe di essere a 90°, al momento della regolazione.

 

 

A partire di una posizione seduta giusta, tutte le posizioni e tutti i movimenti di seduta sono possibili. La forma a "S" della colonna vertebrale è preservata in ogni posizione il dorso sostenuto, in tal modo la seduta con il dorso tondo è evitata a condizione di essere vicino al posto di lavoro.

Per scegliere un sedile ergonomico, si deve basare sui seguenti criteri :

- un'altezza regolabile facilmente, sia in modo mecanico, ma necessita di rialzarsi per liberare la binda e di risedersi per la regolazione, sia per binda dinamica che permette la regolazione col peso del corpo sopra.

- la seduta deve permettere il sostegno del bacino, delle tuberosità ischiatiche e delle coscie senza avere effetto di pressione. Il bordo anteriore dev'essere arrotondato per evitare ogni pressione sulle coscie e permettere la flessione/estensione dei muscoli delle coscie. Il piatto dev'essere arrotondato  con una superficie di appoggio tonda lateralmente, per permettere il libero movimento delle coscie.

 La surperficie di appoggio, qualsiasi sia il rivestimento deve impedire il scivolamento verso l'avanti. Una zona profilata indietro deve permettere il posizionamento delle tuberosità ischiatiche in buona posizione fisiologica. Un sostegno del bacino indietro evita il ribalto e la carica unilaterale dei dischi vertebrali.

- deve possiedere un appoggio lombare regolabile in altezzza e in profondità. L'ideale essendo che l'inclinazione dello schenale e quella della seduta siano solidarie, i sedili a contatto permanente lo permettono. Si lo schenale si aggiusta, si preferirà ugualmente il contatto permanente.

 - dev'essere mobile, rotolare su qualsiasi superficie. Bisogna rotelle morbide per pavimento duro e rotelle dure per pavimenti a "moquette".

Devono essere auto-frenate secondo il peso esercitato per evitare lo spostamento non voluto del sedile quando non è caricato.

- deve girare facilmente.

In alcuni casi, puo' presentare una seduta mobile, cio' che permette di cambiare la postura della seduta secondo i spostamenti laterali della persona. I braccioli sono utili se passano sotto il piano di lavoro.

 

Soppratutto, bisogna che il sedile sia UN ATTREZZO PERSONALE, che deve potersi aggiustare all'utente e secondo la propria morfologia.

L'acquisto di un buon sedile è un'investimento pesante ma si deve considere come un ATTREZZO DI LAVORO. Deve quindi convenire all'utente e al suo lavoro.

Alcune regolazioni sono possibili ma spesso ignorate dell'utente. Si deve sviluppare il riflesso che incita in qualsiasi circostanza, la persona a rissentire la cattiva posizione, sapersi correggere e quindi trovare le leve giuste e adottare la posizione giusta per il lavoro da realizzare.

Come quando prende la sua macchina, l'autista regola sempre i retrovisori e la distanza sedile-pedali-volante, l'operatore che arriva in ufficcio deve regolare il suo sedile prima di mettersi al lavoro.

Lo sforzo di concentrazione per acquistare questo riflesson prende una settimana. Il cervello memorizza questo nuovo schema corporale benefico per l'utente. Quest sforzo dev'essere bene acquisito sin dall'inizio della formazione.

 

Regolare il sedile

 Il medico deve insegnare ai suoi pazienti a sedersi bene, ad alzarsi in modo giusto dal sedile, e soppratutto ad aggiustarlo secondo la morfologia del lavoro principale, regolare il sedile. Cioè mantenersi ad una posizione di 90° per tutti i posti di scrittura, lettura, dattilografia, ecc. Soltanto la posizione di acquisizione di dati, a condizione che la persona sia sul suo posto abbastanza a lungo, permette un'inclinazione indietro di 5 a 15° del suo schenale. Lo scoppo è di sviluppare un riflesso di regolazione del sedile.

Stare attenti ugualmente, al fatto che l'uso dei sedili specifici sia in rapporto col lavoro dell'utente.

Consigliare la scelta del sedile, trasporre nell'ufficio dei sedili giudicati non funzionali col lavoro o la morfologia degli operatori.

SISTEMARSI NEL SEDILE 

- Iniziare l'anteversione del bacino sin dall'inizio del movimento,

- prendere appoggio con le mani sulla scrivania o i braccioli,

- rallentare la discesa del tronco verticale a partire di una contrazione dei muscoli glutei e del quadricipite,

- posare gli ischioni,

- una volta seduto, rilassare gli addominali.

 

-  il sedere in fondo al sedile,

-  il basso della schiena bene appoggiato contro lo schenale,

-  i piedi che riposano bene piatti sul pavimento oppure sul riposa-piedi, 

- la testa nell'allineamento del tronco, ne proietata in avanti, ni riportata in dietro.

 

SAPERE SCEGLIERE UN BUON SEDILE

 

- L'altezza giusta = proprio sotto il ginocchio,

- la lunghezza giusta = mai inferiore alla lunghezza delle coscie,

- una seduta adattata secondo il morfotipo :

+ orizzontale nella maggior parte dei casi,

+ inclinata verso avanti in caso di cifosi toraco-lombare,

+ inclinata verso dietro in caso di iperlordosi

- uno schenale perpendicolare alla seduta.

 

ALZARSI DA UN SEDILE

 

Si deve insegnare alla gente come sedersi e alzarsi bene da un sedile. La sedia ergonomica migliore,  puo' offrire soltanto cio' che ha, è insufficiente ad una posizione giusta del rachide se non si sa usare. Abbiamo visto nello studio dell'uomo seduto i diversi modi di posizionare un sedile, di conseguenza dobbiamo tener conto di queste adattazioni individuali e corregerle o fare le regolazioni secondo le abitudini di ognuno. Ma per essere completo, si devono anche insegnare i seguenti principi :

 

Prendere appoggio sulle ginocchia, sulle bracciola o sul piano di lavoro.  Non alzarsi mai, dando colpi colla schiena, sempre secondo i principi fisiologici gia evocati.

 

Centro Europeo della Colonna Vertebrale - Lyon -

Questa pagina è stata aggiornata il 20 marzo 2010